Capodanno: perché i buoni propositi svaniscono così in fretta?

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  • L'80% degli italiani desidera dedicare più tempo a famiglia e amici.
  • Il 65-70% vuole aumentare l'attività fisica.
  • Circa il 40% degli italiani mira a limitare l'uso dei social media.

All’inizio di gennaio 2026, ci troviamo nel periodo abitualmente dedicato a riflessioni intime e rinnovate aspirazioni. È consuetudine per molte persone stabilire obiettivi per l’anno appena iniziato, con l’intento di apportare cambiamenti positivi alla propria esistenza. Ma sorge spontanea una domanda: perché tali intenzioni tendono a dissolversi così rapidamente? Quale significato trasmette questa pratica diffusa alla nostra psiche, sia a livello individuale che collettivo?

La Top Ten dei Desideri: Un’Analisi Dettagliata

Le risultanze di indagini recenti rivelano che le buone intenzioni degli italiani non si limitano solamente alla cura del corpo; bensì, esprimono un autentico desiderio di armonia e benessere complessivo. In vetta alla classifica compare la volontà di dedicare più tempo ai propri cari e agli amici: questa ambizione è stata espressa da circa l’80% degli intervistati. Questo dato evidenzia l’importanza imprescindibile delle relazioni interpersonali, spesso neglette a causa dei ritmi frenetici della vita odierna. In seconda posizione, si rileva un altro proposito ben radicato: quello di intensificare l’attività fisica, menzionato dal 65% al 70% del campione. A seguire, troviamo la cura personale, che comprende sia l’aspetto fisico che quello mentale ed estetico; quest’area interessa circa il 60% degli intervistati. Tale tendenza indica una crescente consapevolezza dell’importanza di sentirsi bene sia internamente che esternamente.

Un ulteriore obiettivo ricorrente è rappresentato dall’esigenza, manifestata da circa il 40% degli italiani, di limitare l’impiego dei social media e dello smartphone. Infine, si annovera l’impegno per affinare l’equilibrio tra la sfera privata e gli obblighi quotidiani, una questione particolarmente sentita tra i giovani e le famiglie. Oltre a questi scopi principali, emergono anche altri propositi comuni, come risparmiare di più, adottare abitudini alimentari più salutari, ridurre lo stress, esplorare nuove destinazioni, incrementare la lettura o dedicarsi allo studio con maggiore costanza. Il Capodanno, in tal senso, rappresenta una sorta di “tabula rasa”, un’occasione per ricominciare e imprimere una svolta alla propria vita.

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La Compulsione alla Lista: Un Fenomeno Sociale

Molte persone, me incluso, mostrano una propensione a registrare ogni attività: film visti, libri letti, brani musicali ascoltati, luoghi visitati. Questa spinta a valutare, condividere e quantificare ogni sfaccettatura della propria esistenza suscita interrogativi significativi. Per quale ragione avvertiamo questa necessità di catalogare e rendere partecipi gli altri delle nostre esperienze? Quali sono le ragioni alla base di questa passione per i dati strutturati?
Si possono avanzare diverse ipotesi. In primo luogo, le liste possono procurare una sensazione gratificante, favorendo il rilascio di dopamina nel cervello, un meccanismo simile a quello che si attiva nel momento in cui si supera un livello di un videogame. In secondo luogo, le liste possono agevolarci nella gestione delle informazioni in un’era di iper-stimolazione, agevolando la comprensione e la memorizzazione. Inoltre, le liste possono attenuare il “paradosso della scelta”, facendoci sentire più appagati riguardo alle nostre decisioni. Infine, le liste possono consentirci di scoprire interessi comuni e sintonie elettive con altre persone.

Tuttavia, questa inclinazione per le liste può altresì degenerare in una vera e propria coazione. Esiste una categoria di individui per i quali l’atto di annotare ogni singola lettura o visione ambita diviene una necessità fisica irrefrenabile. Sebbene questa passione possa talvolta apparire al limite di un effettivo disturbo, sono fermamente convinto che tali liste abbiano un ruolo essenziale nella definizione del mio stesso io. In loro assenza, la mia esistenza mi sembrerebbe priva di significato e consistenza.

Motivazione vs. Disciplina: La Chiave del Successo

Ogni anno, a gennaio, ci colmiamo di nobili intenzioni, ma sovente le abbandoniamo nell’arco di poche settimane. La difficoltà non risiede quasi mai nella mancanza di risolutezza, bensì nel metodo adottato per intraprendere il cambiamento. Secondo Marie Kondo, il disordine si manifesta quando gli oggetti non hanno una posizione designata. Questa logica si estende anche ai nostri propositi: se non individuano un posto preciso nello svolgimento del nostro tempo, svaniscono.

La psicologia ci insegna che quando decidiamo di avviare delle modifiche, provochiamo un’alterazione di un equilibrio, che, seppur negativo o non abbastanza proficuo, è comunque quello a cui siamo assuefatti. Tale turbamento può generare tensione e inquietudine, alimentando una resistenza al cambiamento che si manifesta in diverse forme, come l’elusione o il rinvio, con l’unico fine di mantenerci all’interno della nostra zona di comfort.
Alla base dei progetti che non prendono il via vi è frequentemente un’errata convinzione: si tende a pensare che il solo ardore sia sufficiente per raggiungere l’obiettivo, quando in realtà esso rappresenta solamente la scintilla iniziale. L’insorgere dell’energia primigenia affonda le sue radici nel “dopo d’espressione”, un impulso volto al miglioramento dei vari aspetti esistenziali; tuttavia, questa spinta si rivela effimera come qualsiasi altra emozione umana. Al diminuire del suo fervore entusiastico, perdiamo vigore e finiamo per relegare ogni intenzione negli angoli più reconditi delle nostre aspirazioni irrealizzate. L’analisi fornita dalla neuro-psicologia arricchisce ulteriormente questo quadro esplorativo: essa evidenzia come l’efficacia della motivazione sia intimamente legata al sistema dopaminergico deputato alla previsione della ricompensa attesa; intravedere un obiettivo suscita infatti una temporanea felicità prefigurativa destinata a svanire con rapida disillusione.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’elemento disciplinare: questo aspetto si rivela fondamentale ed esercita maggiore influenza rispetto alla mera motivazione nella capacità di mantenere coerenza con le scelte effettuate precedentemente. Per scongiurare il rischio di disattendere gli intenti stabiliti, è necessario avviare il processo attraverso una rigorosa selezione; non è sufficiente riconoscere i nostri desideri, ma diviene imprescindibile delinearne le motivazioni intrinseche! Solo attraverso tale introspezione possiamo stabilire gerarchie valide e ridurre l’imponente elenco degli stessi sogni irrealizzabili. È illusorio credere che possa verificarsi una completa metamorfosi personale semplicemente offrendo novità all’intimità temporale; ambire a uno o al massimo due traguardi appare dunque più che adeguato! Una volta definiti questi punti focali, diventa imperativo riservargli concreta rilevanza nello spazio orario quotidiano: indicandoli precisamente nell’agenda e assegnando azioni mirate affinché possano essere realizzati efficacemente.

Oltre le Liste: Alla Ricerca di un Equilibrio Autentico

La tendenza a creare liste e a catalogare le nostre esperienze può essere interpretata come un tentativo di dare un ordine al caos della vita moderna. Tuttavia, è importante non lasciarsi intrappolare in questa compulsione, ma cercare un equilibrio autentico tra la necessità di organizzazione e la spontaneità dell’esperienza.

La psicologia cognitiva ci insegna che la categorizzazione è un processo fondamentale per la nostra mente. Ci permette di semplificare la realtà, di dare un senso al mondo che ci circonda e di prendere decisioni in modo più efficiente. Tuttavia, è importante ricordare che le categorie sono solo delle etichette, delle semplificazioni della realtà, e che non devono limitare la nostra capacità di sperimentare e di apprezzare la complessità della vita.

Un concetto più avanzato è quello di “mindfulness”, ovvero la capacità di prestare attenzione al momento presente, senza giudizio. La mindfulness ci aiuta a vivere le nostre esperienze in modo più pieno e consapevole, senza lasciarci sopraffare dalla compulsione a catalogare e a controllare. In conclusione, i propositi annuali possono costituire un’opportunità preziosa per valutare i nostri desideri più profondi e indirizzare le nostre vite verso nuove mete. È essenziale però evitare l’errore comune di lasciarsi travolgere dalla fugace motivazione o dall’ossessione per elenchi interminabili; piuttosto, dovremmo concentrarci sullo sviluppo della disciplina, insieme alla pratica della consapevolezza, al fine di realizzare un equilibrio genuino nel tempo.

Mi auguro che queste riflessioni ti abbiano offerto momenti stimolanti per ponderare su te stesso. Non dimenticare: la vita si configura come un affascinante cammino piuttosto che come una sequenza meccanica di attività da completare. Goditi ogni attimo del tuo viaggio senza timore nel testare nuove strade o rivedere le tue scelte!


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