Minori e farmaci: L’allarme sulle rapine per “sballo” che scuote l’Italia

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  • Nel 2023, oltre 280mila adolescenti hanno usato psicofarmaci senza prescrizione.
  • Il 42% dei farmaci proviene da casa, all'insaputa dei genitori.
  • Tra il 15% e il 20% è l'aumento del fenomeno in 5 anni.

L’escalation silenziosa: minori e farmaci tra rapine e ricerca di sballo

Un’ombra inquietante si allunga sul panorama sociale italiano, delineando un trend allarmante che vede protagonisti i minori nel mondo delle rapine in farmacia. Questi atti criminosi non sono mossi dalla sete di denaro, bensì da una più subdola e pericolosa “caccia allo sballo”, un disperato tentativo di evadere dalla realtà attraverso l’abuso di farmaci da banco e psicofarmaci. Il fenomeno, come rivelato da recenti cronache, ha già visto il coinvolgimento di giovanissimi, la cui vulnerabilità li rende facili prede di dipendenze emergenti e spesso sottovalutate.

Il dato più sconcertante emerge da uno degli ultimi episodi, che ha visto un minore tra i protagonisti di una rapina finalizzata all’acquisizione di ansiolitici e psicofarmaci. Questo non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di un uso ricreativo di psicofarmaci in costante crescita tra gli adolescenti. Secondo le statistiche, nel 2023 oltre 280mila adolescenti tra i 15 e i 19 anni hanno usato psicofarmaci senza prescrizione medica, con un giovane su dieci coinvolto in questo fenomeno di dipendenza.[Gruppo Abele] L’allerta è stata lanciata dagli esperti della Società Italiana di Neuro-Psico-Farmacologia (Sinpf) durante il loro XXIV Congresso Nazionale. Se da un lato gli psicofarmaci sono strumenti terapeutici fondamentali per affrontare patologie mentali nei giovani, dall’altro, se utilizzati in modo improprio, possono scatenare conseguenze devastanti sul loro equilibrio psicofisico e neuropsichiatrico.

La facilità con cui queste sostanze vengono reperite amplifica la gravità del problema. Una significativa percentuale, il 42% dei casi, vede i farmaci prelevati direttamente da casa, spesso senza che i genitori ne siano consapevoli. Un ulteriore 28% li acquista illegalmente tramite internet, mentre il 22% li ottiene attraverso canali informali per strada. Questi numeri, forniti dallo studio Espad dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), evidenziano una falla significativa nei sistemi di controllo e nella consapevolezza del rischio. Tra il 15% e il 20% l’aumento di questo fenomeno negli ultimi cinque anni.

È interessante notare come la ricerca di “sballo” attraverso i farmaci non segua un unico percorso. Alcuni adolescenti li utilizzano per migliorare le performance scolastiche e i livelli di attenzione, altri per potenziare l’autostima o migliorare l’aspetto fisico, combinandoli talvolta con farmaci dietetici. Ancora, c’è chi li usa per regolarizzare il sonno o l’umore, cercando in essi un’illusoria “ancora di rassicurazione”. La tipologia più diffusa nell’ultimo anno è quella dei farmaci per dormire (utilizzati dal 5% degli studenti), seguiti dai farmaci per l’umore e per le diete (entrambi 1,7%) e quelli per l’attenzione (1,2%). Le studentesse mostrano una tendenza maggiore all’utilizzo, con un rapporto di genere che può arrivare fino a 3,4 per i farmaci dietetici. Parallelamente, il 18% degli studenti ha fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale nel 2021, con circa il 10% che risulta un “poliutilizzatore”, assumendo due o più sostanze negli ultimi dodici mesi. La cannabis rimane la sostanza illecita più diffusa, seguita dalle cosiddette “New Psychoactive Substances”.

Statistica Preoccupante: Secondo il report ESPAD 2023, il 14% degli studenti ha dichiarato di aver usato psicofarmaci senza prescrizione, con il 16% delle ragazze e il 11% dei ragazzi coinvolti. I farmaci più comuni includono tranquillanti e sedativi, usati rispettivamente dall’8,5% e dal 6,9% degli studenti.

Questa realtà ci spinge a una riflessione profonda sulla salute mentale dei nostri giovani, sui traumi non sempre evidenti e sulle sfide complesse che affrontano in una società sempre più frenetica e esigente. L’abuso di sostanze, legali o illegali, si presenta come un sintomo di un malessere più profondo, un grido d’aiuto spesso inascoltato in un’era di crescente isolamento e pressione sociale.

Silhouette of a person with medicine floating around their head, and medical buildings in the background.

Cosa ne pensi?
  • È confortante vedere iniziative per la salute mentale dei giovani... 👍...
  • L'articolo ignora le cause profonde del disagio giovanile... 😠...
  • E se invece di criminalizzare, ci chiedessimo perché lo fanno?... 🤔...

Le radici psicologiche della dipendenza giovanile: oltre la ricerca di sballo

Approfondendo la natura di questo fenomeno, emerge con chiarezza che la ricerca dello “sballo” attraverso i farmaci è la punta dell’iceberg di dinamiche psicologiche complesse e spesso dolorose. La psicologia comportamentale ci insegna che ogni comportamento è mosso da una motivazione, e l’abuso di sostanze non fa eccezione. Nel contesto adolescenziale, una fase di transizione così delicata e ricca di sfide, i farmaci possono rappresentare un mezzo per gestire emozioni intense, situazioni stressanti o per compensare insicurezze e mancanze percepite. Molti giovani si trovano a fronteggiare una pressione sociale significativa, un’ansia da performance, o un senso di inadeguatezza che li spinge a cercare nel farmacologico una soluzione rapida e apparentemente efficace. Questi farmaci, spesso, vengono visti come un facilitatore sociale, uno strumento per sentirsi più a proprio agio in gruppo, per abbattere le inibizioni o per conformarsi a determinate aspettative. Le dinamiche di gruppo giocano un ruolo cruciale: la ricerca di accettazione e l’emulazione dei pari possono spingere a comportamenti rischiosi, trasformando l’abuso di farmaci in una forma di “trasgressione” o di rituale di iniziazione.

La psicologia cognitiva, dal canto suo, ci porta a riflettere sui processi di pensiero che sottostanno a queste scelte. La percezione del rischio, ad esempio, è spesso distorta negli adolescenti, che tendono a sottovalutare le conseguenze a lungo termine delle loro azioni. L’idea di un sollievo immediato, di un’euforia effimera, sovrasta la consapevolezza dei pericoli per la salute fisica e mentale. Le fake news e la disinformazione, facilmente accessibili attraverso i social media e internet, possono ulteriormente confondere le idee, presentando l’abuso di farmaci come una pratica innocua o addirittura “cool”[Giovani e disagio, boom di psicofarmaci tra gli adolescenti].

Non possiamo ignorare il ruolo dei traumi e dei disturbi della salute mentale preesistenti. Ansia, depressione, disturbi dell’umore o del comportamento, se non diagnosticati e trattati adeguatamente, possono spingere i giovani verso l’automedicazione e l’abuso di sostanze. I farmaci, in questi casi, vengono utilizzati come una sorta di stampella emotiva, un tentativo disperato di alleviare un dolore profondo o di anestetizzare sensazioni spiacevoli. La dipendenza, quindi, non è solo una questione di “sballo”, ma spesso un sintomo di una sofferenza psicologica non indirizzata.

È fondamentale che i genitori e gli educatori siano vigili e attenti ai segnali di disagio. Un cambiamento repentino nel comportamento, nell’umore o nelle abitudini di sonno può essere un indicatore di un problema sottostante. La tendenza a isolarsi, la diminuzione dell’interesse per attività precedentemente apprezzate, o la comparsa di comportamenti aggressivi o impulsivi meritano un’attenzione immediata. La trascuratezza di tali segnali potrebbe risultare in uno sprofondamento progressivo e preoccupante nel dominio della dipendenza.

Strategie di prevenzione e intervento: un approccio olistico

Per contrastare efficacemente il crescente fenomeno dell’abuso di farmaci tra gli adolescenti, è imperativo adottare un approccio olistico che coinvolga diverse sfere della società: famiglia, scuola, istituzioni e professionisti della salute. La prevenzione non può essere un’azione isolata, ma un sistema integrato di interventi mirati a informare, educare e sostenere i giovani e le loro famiglie.

Gli esperti della Sinpf hanno stilato cinque punti cruciali per arginare la diffusione di questa problematica. Il primo e fondamentale è il rifiuto categorico del “fai da te” e dell’automedicazione. È essenziale educare i giovani e le famiglie a rivolgersi sempre a un medico per qualsiasi esigenza di salute, evitando l’assunzione di farmaci senza una prescrizione e un monitoraggio specialistico. Il secondo punto rimarca l’importanza di non sottovalutare la potenza terapeutica e le importanti ricadute collaterali degli psicofarmaci. Questi medicinali, sebbene vitali per alcune condizioni, non sono innocui e richiedono un’attenta gestione. Una questione tanto pratica quanto fondamentale emerge al terzo posto: è essenziale conservare i farmaci al riparo da potenziali abusi. Pertanto, è necessario custodirli in spazi protetti da occhi curiosi ed evitare accessi facilitati da parte dei più giovani, sia nelle abitazioni private che negli ambienti scolastici. Procedendo al quarto punto, si mette in evidenza l’importanza vitale dell’implementazione delle campagne informative e interventi formativi specifici, destinati a una platea ben oltre quella giovanile, estendendosi infatti all’intera comunità. Tali iniziative devono caratterizzarsi per chiarezza espositiva aggiornata ed adottare modalità comunicative adatte a toccare realmente il pubblico adolescente. La loro efficacia consiste nel fornire dati precisi riguardo ai rischi connessi all’uso indebito dei farmaci; questa strategia mira a demolire false credenze mentre propone scelte salutari alternative alle sostanze illegali o alla ricerca del “sballo”. Ultimamente si pone particolare attenzione anche sul quinto aspetto: quando ci troviamo davanti a problemi legati all’ansia o alla depressione – insieme ad altri squilibri emotivi – diviene fondamentale affidarsi rigorosamente alle istruzioni fornite dagli specialisti qualificati.

Un piano terapeutico attento ed individualizzato rappresenta indubbiamente la chiave per affrontare seriamente queste problematiche psichiche, evitando percorsi autodistruttivi. Oltre a questi punti, le strategie di prevenzione devono includere programmi educativi nelle scuole, mirati a promuovere la consapevolezza sui rischi dell’abuso di sostanze e a sviluppare capacità di resilienza e decision making critico. L’educazione tra pari, con il coinvolgimento di giovani formati per sensibilizzare i loro coetanei, può rivelarsi particolarmente efficace. Allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare la rete di supporto per le famiglie, offrendo loro strumenti e risorse per riconoscere i segnali di disagio e per comunicare efficacemente con i propri figli. Essere presenti, ascoltare e dialogare con gli adolescenti è la strategia di prevenzione più efficace, come sottolineano gli esperti.

Strategie di Prevenzione:
  • Educazione e Consapevolezza.
  • Rifiuto dell’automedicazione.
  • Monitoraggio e sicurezza dei farmaci in casa.
  • Campagne di sensibilizzazione.
  • Aderisci sempre alle raccomandazioni fornite dallo specialista.

Il concetto di prevenzione indicata, da un lato, si concentra su categorie considerate ad alto rischio come quelle che provengono da famiglie con problemi di tossicodipendenza; dall’altro lato troviamo la prevenzione selettiva, che abbraccia porzioni più ampie ma ancora fragili della popolazione. D’altra parte, il modello della prevenzione universale, nonostante rappresenti un impegno economico significativo ed evidenzi esiti complessi da misurare accuratamente, aspira ad abbracciare l’intera società mirando a una diffusione capillare delle informazioni.

Un aspetto cruciale resta rappresentato dall'(identificazione anticipata dei comportamenti problematici). Risulta fondamentale formare professionisti del settore sanitario così come educatori e membri del corpo docente affinché possano identificare efficacemente i segnali premonitori indirizzando rapidamente i giovani verso aiuti terapeutici o forme adeguate di assistenza psicologica. La cooperazione tra istituti scolastici e servizi socio-sanitari si dimostra determinante nel fornire interventi efficienti e coordinati. Il fine ultimo consiste nella creazione di un contesto sicuro atto a sostenere le nuove generazioni nello sviluppo delle capacità necessarie per affrontare al meglio le avversità quotidiane evitando il ricorso a sostanze nocive.

Oltre la superficie: la psicologia della scelta e la costruzione del sé

In questo labirinto di incertezze e fragilità giovanili, la psicologia cognitiva ci offre una chiave di lettura preziosa per comprendere le dinamiche sottostanti all’abuso di farmaci. Alla base di ogni scelta, anche la più autodistruttiva, c’è un processo di valutazione, spesso inconscio, di costi e benefici. L’adolescente, in un periodo di tumultuosa costruzione della propria identità, è costantemente alla ricerca di esperienze che definiscano il suo essere, che gli forniscano un senso di appartenenza o che lo distinguano dalla massa. La “caccia allo sballo” farmacologico può, in quest’ottica, essere interpretata come un tentativo, seppur maldestro, di esercitare il proprio libero arbitrio, di sfidare l’autorità o di trovare una scorciatoia per raggiungere uno stato di benessere o di “essere all’altezza” in un mondo che sembra richiedere sempre di più.

La nozione base di psicologia cognitiva qui applicabile è quella del bias di conferma: i giovani tendono a cercare e interpretare informazioni che confermano le loro credenze preesistenti o i loro desideri. Un giovane che crede fermamente che l’assunzione di certi farmaci possa fornirgli senso di sicurezza o ebbrezza, tende a focalizzarsi su esperienze altrui che rinforzano questa sua idea. Al contrario, ignora deliberatamente le eventuali conseguenze dannose collegate all’uso. Tale predisposizione mentale si accoppia con quella tipica degli adolescenti: una sorta d’illusione d’immunità rispetto agli esiti negativi delle loro azioni; il risultato finale è dunque la creazione di situazioni favorevoli a scelte azzardate.

Analizzando il tema con maggior profondità, si rivela cruciale il contributo della teoria dell’autodeterminazione. Essa mette in luce l’importanza del soddisfacimento dei bisogni psicologici primari — competenza, autonomia e relazione interpersonale — nel promuovere benessere e motivazioni interne realistiche. Quando tali necessità non vengono adeguatamente appagate — come quando vi sono ambienti familiari opprimenti o scuole particolarmente rigide — c’è il rischio che gli individui si orientino verso soluzioni distruttive nella loro ricerca del mantenimento dell’equilibrio personale. L’abuso chimico può infatti emergere come tentativo fallimentare ma potenzialmente letale per riacquisire controllo sull’esistenza (autonomia), cimentarsi in prestazioni gratificanti (competenza) oppure inserirsi nei gruppetti sociali delle coetanee (relazionalità).

È un monito potente a riflettere non solo sull’atto in sé, ma sulle radici profonde che guidano queste scelte. Come possiamo creare contesti in cui i nostri giovani si sentano più competenti, più autonomi nelle loro scelte sane e più connessi agli altri in modo significativo? Non si tratta solo di reprimere un comportamento, ma di nutrire un bisogno, di costruire un ambiente che favorisca la crescita di un sé solido e resiliente. La prevenzione non è un muro, ma un ponte: un ponte verso la comprensione, il dialogo e il sostegno autentico, affinché la vera libertà non sia quella di “sballarsi”, ma quella di costruire una vita ricca di significato e di benessere.

Glossario:
  • ESPAD: European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs, un’indagine che raccoglie dati sul consumo di sostanze tra gli adolescenti in Europa.
  • Bias di conferma: Tendenza a cercare e interpretare le informazioni in modo che confermino le proprie convinzioni preesistenti.
  • Teoria dell’autodeterminazione: Modello psicologico che esplora la motivazione e l’apprendimento come fondati sul soddisfacimento di bisogni psicologici fondamentali.

A crowded street scene with many people walking.
A group of diverse teenagers sitting outdoors in nature, looking relaxed and happy.


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