- Paolo Crepet: «Centinaia di ragazzi vogliono bruciarsi il cervello».
- 960.000 studenti (39%) hanno usato droghe almeno una volta.
- Cocaina: aumento dall'1,8% al 2,2% tra gli studenti.
- Nel 2023, 25 allerte dal Sistema nazionale di allerta precoce.
- Crepet: la solitudine sociale è il «vero nemico» dei giovani.
L’allarme lanciato dallo psichiatra Paolo Crepet risuona come un campanello d’allarme nel panorama sociale italiano: “Centinaia di ragazzi vogliono bruciarsi il cervello“. Questa affermazione, rilasciata in un’intervista, fa eco alla preoccupante proposta dell’amministrazione comunale di Bologna di distribuire pipe gratuite a chi fa uso di crack, una mossa che, secondo Crepet, rischia di legittimare l’uso di sostanze stupefacenti anziché contrastarlo. La questione sollevata non è solo un problema locale, ma un fenomeno nazionale che affligge giovani e giovanissimi, spingendoli verso un vortice di dipendenze che spaziano dalla droga all’alcool, fino agli psicofarmaci.
Crepet non risparmia critiche alle istituzioni, accusandole di impotenza di fronte a questa emergenza. La sua preoccupazione si estende oltre il crack, toccando il mercato clandestino degli psicofarmaci e il consumo smodato di alcolici tra i giovani. Lo psichiatra invoca un’azione decisa da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, sollecitando una mappatura precisa e aggiornata sull’uso di droghe in Italia, prendendo come esempio il modello americano con il Fentanyl. Stando a quanto afferma Crepet, una mappatura del genere riveste un’importanza cruciale nel tentativo di delineare e gestire in modo adeguato il complesso fenomeno delle dipendenze. Tale analisi non solo permetterebbe di esaminare la distribuzione territoriale del problema, ma anche di identificare con precisione le categorie sociali maggiormente vulnerabili.
Il Quadro Allarmante delle Tossicodipendenze in Italia
Nella sua recente relazione annuale presentata al Parlamento riguardante il fenomeno delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2024, emergono risultati preoccupanti: si registra un deciso aumento dell’abuso di droghe, alcol e psicofarmaci fra le fasce giovanili. Ben circa 960.000 studenti nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 19 anni, che corrisponde a quasi il 39% del totale degli studenti, hanno dichiarato di aver fatto uso di sostanze illegali almeno una volta nel corso della loro vita; sorprendentemente, oltre 680.000 giovani (28%) hanno consumato tali sostanze nell’ultimo anno. Questa escalation dei numeri suscita profondi interrogativi sulla capacità d’intervento da parte degli istituti scolastici e del nucleo familiare rispetto alla prevenzione contro le dipendenze.

Il prompt per l’immagine è il seguente: “Crea un’immagine iconica ispirata all’arte neoplastica e costruttivista. Visualizza una figura stilizzata di un cervello umano, rappresentato con forme geometriche semplici e razionali, come quadrati, rettangoli e linee rette verticali e orizzontali. All’interno del cervello, inserisci piccole figure stilizzate di persone che sembrano intrappolate o confuse, anch’esse rappresentate con forme geometriche. Includi anche una siringa stilizzata e una bottiglia di alcol, entrambe rappresentate con linee pulite e forme geometriche. Lo stile dell’immagine deve essere minimalista e concettuale, con una palette di colori perlopiù freddi e desaturati, come grigi, blu e verdi tenui. L’immagine non deve contenere testo e deve essere facilmente comprensibile.”
Le statistiche rivelano che le percentuali di studenti che hanno ammesso di aver consumato, almeno una volta nell’anno corrente, sono le seguenti: la cocaina è passata dall’1,8% al 2,2%; gli stimolanti dal 2,1% al 2,9%; gli allucinogeni dall’1,6% al 2%; e le Nuove sostanze psicoattive dal 5,8% al 6,4%. Sebbene la cannabis resti la droga più diffusa tra i giovani, si osserva un leggero calo nella sua prevalenza rispetto all’anno precedente (22,2% rispetto al 23,7% del 2022). Durante l’anno 2023, il Sistema nazionale di allerta precoce, sotto l’egida del Dipartimento per le politiche antidroga (DPA), ha comunicato ben 25 allerte. Di queste, due hanno acquisito un’importanza maggiore in virtù della loro elevata gravità: si tratta dell’allerta relativa alla circolazione illegale del fentanyl e quella riguardante la xilazina.
- Crepet ha ragione, è un grido d'allarme necessario... 📢...
- Basta allarmismi! I giovani hanno bisogno di altro... 🤔...
- E se la dipendenza fosse un sintomo, non la causa? 🤯......
Solitudine Sociale: Il Nuovo Nemico dei Giovani
Crepet individua nella solitudine sociale il “vero nemico” dei giovani. In un mondo sempre più virtuale e isolato, le interazioni umane si rarefanno, e le piccole gioie della vita quotidiana vengono sostituite da una connessione digitale che, pur offrendo vantaggi, non riesce a colmare il bisogno di contatto umano, di empatia e di complicità. La chiusura di luoghi di incontro e scambio culturale, come edicole e librerie, è un segnale tangibile di come la solitudine stia prendendo piede nella nostra società.
Lo psichiatra esprime preoccupazione per il futuro dei giovani, che si trovano a dover affrontare un mondo complesso e problematico, spesso senza il supporto necessario. La confusione e la divisione che caratterizzano il nostro tempo aumentano l’incertezza e la paura, rendendo difficile per le nuove generazioni credere in un futuro positivo. Crepet invita a riflettere su come la società stia aiutando questi ragazzi e se sia abbastanza autorevole per guidarli.
Oltre la Superficialità: Un Invito alla Riflessione Profonda
La questione delle dipendenze giovanili non può essere affrontata con superficialità. È necessario un cambio di paradigma, un approccio che vada oltre le politiche di “limitazione del danno” e che si concentri sulla prevenzione, sull’educazione e sul sostegno ai giovani. La società deve interrogarsi sulle cause profonde di questo malessere, sulla mancanza di prospettive e sulla solitudine che spingono i ragazzi verso le dipendenze.
È fondamentale che le famiglie, la scuola e le istituzioni collaborino per creare un ambiente sano e stimolante, in cui i giovani possano trovare un senso di appartenenza, coltivare i propri talenti e realizzare i propri sogni. Solo così sarà possibile spezzare il circolo vizioso delle dipendenze e offrire ai ragazzi un futuro migliore.
Amici, riflettiamo un attimo su quanto detto finora. In psicologia cognitiva, sappiamo che i bias cognitivi possono influenzare la nostra percezione del rischio. Ad esempio, potremmo sottostimare i pericoli legati all’uso di sostanze se siamo esposti a messaggi che ne minimizzano gli effetti negativi. Un’idea che merita attenzione è sicuramente quella della resilienza. Questa si riferisce all’attitudine di un individuo nel fronteggiare eventi traumatici e nell’adattarsi in modo costruttivo alle difficoltà. Nel nostro tempo, diviene imprescindibile coltivare questa qualità nei giovani, dotandoli delle risorse necessarie per confrontarsi con le prove della vita senza dover ricorrere a sostanze dannose.
Riflettiamoci: quali possono essere i passi che possiamo intraprendere, nel nostro ambito quotidiano, per supportare i giovani nella costruzione di un avvenire più sano e consapevole? Quali obblighi ci assumiamo come individui e come comunità sociale?