- L'oms riconosce il c-ptsd nell'icd-11, segnando un avanzamento nella comprensione.
- Tra il 25-45% di persone con traumi sviluppa sintomi di c-ptsd.
- Abusi sessuali infantili portano al 68% di casi di c-ptsd.
Tuttavia, la comunità scientifica ha riconosciuto che alcune vittime di traumi prolungati o ripetuti sviluppano uno spettro più ampio di difficoltà psicologiche, portando all’identificazione del disturbo da stress post-traumatico complesso (C-PTSD). Questa forma complessa è stata ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’ICD-11, segnando un passo avanti nella comprensione e nel trattamento dei traumi complessi.

Sintomatologia e Diagnosi Differenziale
Il C-PTSD si distingue dal PTSD “semplice” per la presenza di compromissioni gravi e durature in diverse aree del funzionamento. Oltre ai sintomi principali del PTSD (risperimentazione, evitamento e iperattivazione), il C-PTSD è caratterizzato da:
Difficoltà nella regolazione delle emozioni e nel controllo degli impulsi: incapacità di gestire emozioni intense, comportamenti autodistruttivi e tendenza alla dissociazione.
Percezione di sé negativa: visione di sé come indesiderati, deboli, impotenti, “danneggiati”, con sensi di colpa e vergogna cronici.
Difficoltà nelle relazioni interpersonali: incapacità di fidarsi, difficoltà nell’intimità, sospettosità e isolamento sociale.
È fondamentale distinguere il C-PTSD da altri disturbi come la depressione grave, i disturbi bipolari, le psicosi e i disturbi di personalità, in particolare il disturbo borderline di personalità (DBP). Mentre entrambi i disturbi condividono alcune caratteristiche, il C-PTSD richiede la presenza di un trauma in eziologia e i sintomi dissociativi tendono ad essere più duraturi.
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Prevalenza, Cause e Impatto
h Prevalenza, Cause e Impatto h Ricerche evidenziano che tra il 25-45% delle persone esposte a eventi traumatici manifesta sintomi riconducibili al C-PTSD, con percentuali che si elevano fino al 68% per coloro che hanno subito abusi sessuali in età infantile.
I principali fattori scatenanti del C-PTSD possono includere:
Maltrattamenti infantili, negligenza severa e abbandono.
Violenza domestica o abusi ripetuti da parte del partner.
Prolungata violenza assistita.
Situazioni di sfruttamento sessuale.
Tortura, rapimento e schiavitù. Prigionia di guerra.
La probabilità di sviluppare C-PTSD aumenta se il trauma è avvenuto precocemente, è stato cronico, la fuga era difficile o impossibile, i traumi sono stati molteplici e il perpetratore era una persona cara. L’impatto del C-PTSD è significativo, compromettendo il funzionamento personale, lavorativo, scolastico, amicale e familiare.
Trattamento e Approcci Terapeutici
Il trattamento del C-PTSD richiede un approccio combinato in più fasi, che integri tecniche provenienti da diverse terapie. Le tre fasi principali delineate da Judith Herman e Van der Hart, Nijenhuis e Steele sono:
1. Stabilizzazione: riduzione dei sintomi (iperattivazione, flashback) e sviluppo di un rapporto di fiducia tra paziente e terapeuta. Tecniche di Mindfulness, TCC e DBT possono essere utilizzate.
2. Trattamento delle memorie traumatiche: elaborazione dei ricordi traumatici e delle emozioni associate. L’EMDR è un intervento indicato, ma possono essere impiegate anche tecniche di esposizione dalla TCC o Somatic Experiencing.
3. Integrazione e riabilitazione: lavoro sulle difficoltà relazionali, sessuali, lavorative e ricreative, per ripristinare un progetto di vita pieno e soddisfacente. Tecniche per reintegrare le parti dissociative della personalità possono essere utilizzate.
Verso una Resilienza Trasformativa: Oltre la Sopravvivenza
Il riconoscimento del C-PTSD rappresenta un passo fondamentale verso una comprensione più profonda delle conseguenze dei traumi complessi. Affrontare il C-PTSD non significa solo alleviare i sintomi, ma intraprendere un percorso di guarigione che mira a ricostruire il senso di sé, a ristabilire relazioni sane e a riscoprire un significato nella vita. La resilienza, in questo contesto, non è solo la capacità di sopravvivere, ma di trasformare l’esperienza traumatica in un’opportunità di crescita personale.
Una nozione base di psicologia cognitiva applicabile al tema è che i traumi, specialmente quelli complessi, possono alterare i processi di memoria, portando a ricordi frammentati e intrusivi. Una nozione più avanzata è che la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può aiutare a riprocessare questi ricordi, riducendo la loro carica emotiva e integrando l’esperienza traumatica in una narrazione più coerente.*
Amici, riflettiamo un momento. Quante volte abbiamo sentito parlare di “superare” un trauma come se fosse un semplice ostacolo da saltare? Il C-PTSD ci ricorda che le ferite profonde richiedono cure complesse e che la guarigione è un viaggio, non una destinazione. Forse, la vera sfida è imparare a convivere con le nostre cicatrici, trasformandole in simboli di forza e resilienza. Non siamo definiti dal nostro passato, ma da come scegliamo di affrontarlo.








