- Il seminario ha esplorato l'unione tra pratica clinica e indagine empirica.
- Solms radica la coscienza nelle zone ancestrali del tronco encefalico.
- Gallese enfatizza il ruolo della corteccia e dei neuroni specchio.
- I neuroni specchio sono il fondamento della simulazione incarnata (SI).
- Moccia indica nel sistema emotivo della ricerca (SEEKING) il motore primario.
Un Dialogo tra Psicoanalisi e Neuroscienze
Il 26 settembre 2020, un webinario tenutosi a Roma ha visto protagonisti Vittorio Gallese, illustre neuroscienziato noto per la teoria dei neuroni specchio, e Mark Solms, psicoanalista e neuropsicologo all’avanguardia nel settore delle neuroscienze affettive. L’evento, denominato “L’inconscio oggi: intrecci prospettici tra psicoanalisi e neuroscienze”, ha fornito un’arena per analizzare le intersezioni e le tensioni stimolanti tra queste due aree, entrambe impegnate a decifrare i segreti della mente, della soggettività e dell’esperienza emotiva.
L’incontro, introdotto da Anna Nicolò e moderato da Amedeo Falci, con Giuseppe Moccia come relatore, ha attinto dalle intuizioni cliniche di personalità come Daniel Stern e Donald Winnicott, affrontando tematiche cruciali della ricerca contemporanea. Tra queste, la simulazione incarnata, che fa luce sui processi di comprensione empatica e risonanza intercorporea, i controtransfert somatici, visti come segnali di un ascolto psicoanalitico che coinvolge il corpo al di là delle parole, e la sintonizzazione affettiva, considerata la pietra angolare del legame terapeutico e della genesi del Sé.
Queste concezioni, nate dall’unione tra la pratica clinica e l’investigazione empirica, non solo arricchiscono la psicoanalisi tradizionale, ma ne ribadiscono la vocazione originaria: scandagliare l’inconscio come una realtà dinamica, relazionale e incarnata. Il seminario online ha fornito una preziosa occasione per riflettere sulla solidità della teoria psicoanalitica quando si apre al confronto con altri campi del sapere, senza rinunciare alla propria profondità.
Le Diverse Prospettive sull’Origine della Coscienza
Mark Solms ha ribadito la sua convinzione che la coscienza trovi le sue radici nelle zone più ancestrali del tronco encefalico. In questa regione, sensazioni e sistemi emozionali motivazionali innati, condivisi con i mammiferi e selezionati per la sopravvivenza (i sette sistemi emozionali individuati da Jaak Panksepp), darebbero inizio alla formazione di un core self. Questo processo si sviluppa a partire da sensazioni primarie come fame, sete, sonno, rabbia, desiderio di esplorare, attrazione sessuale e paura della perdita, a prescindere dalla corteccia, che rappresenta un’aggiunta successiva per un’identità più complessa.
Solms sostiene che questi sistemi motivazionali generano la coscienza e ci spingono a interagire con il mondo esterno, essenziale per soddisfare i nostri bisogni corporei, affettivi e relazionali. A sostegno di questa tesi, Solms cita il caso di una bambina anencefala, nata senza corteccia cerebrale, ma capace di provare emozioni e interagire con gli altri. Secondo Solms, l’inconscio consiste nelle strategie difensive e negli adattamenti acquisiti precocemente, nella compulsione a ripetere automatizzata a livello emotivo e motorio e custodita nella memoria implicita non dichiarativa. Questi automatismi, pur non essendo ricordati, si manifestano attraverso il comportamento, le emozioni e il corpo. Un analista esperto può individuare quali emozioni primarie si sono attivate originariamente per adattarsi, dando luogo a comportamenti disfunzionali e coazioni a ripetere nell’età adulta.
L’intento di Solms è rendere il paziente conscio, a livello cognitivo, delle aspettative errate connesse a esperienze precoci immagazzinate nella memoria implicita. La memoria, ciononostante, è in grado di riconfigurarsi in modo diverso all’interno di esperienze emotive appropriate, come una fruttuosa esperienza analitica.
Vittorio Gallese, invece, conferisce un ruolo più preponderante alla corteccia, obiettando che i nuclei del tronco cerebrale superiore e il sistema limbico non bastano per formare l’individualità. Sebbene concordi con la critica a un’ottica corticocentrica prevalente sulla coscienza affettiva, Gallese ritiene che Solms sottovaluti eccessivamente l’importanza della neocorteccia nella vita inconscia. Egli mette in risalto, in particolare, l’influenza del mondo esterno sulla formazione e il mantenimento del Sé, un’influenza inimmaginabile senza la neocorteccia. Gallese sostiene che la concezione del Sé cosciente non considera sufficientemente il ruolo cruciale del sistema motorio corticale in diversi aspetti della coscienza, tra cui la “body ownership” e l'”agency”.
I neuroni specchio, localizzati in diverse aree della corteccia, costituiscono il fondamento della simulazione incarnata (SI). Questi si attivano osservando azioni, emozioni ed esperienze sensoriali altrui, pianificando il futuro o riflettendo su azioni passate, fantasticando e interpretando descrizioni linguistiche di fatti ed eventi. Secondo Gallese, il sistema della simulazione incarnata rappresenta il richiamo inconscio della conoscenza corporea basilare che impieghiamo in tutte queste situazioni, attivando nel nostro corpo gli stessi circuiti neuronali attivi nell’altro o in ciò che avviene a livello immaginativo. Gran parte di questo, a detta di Gallese, può essere definito inconscio.

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Il Ruolo dell’Intersoggettività e delle Emozioni
Amedeo Falci ha osservato come Solms utilizzi una teoria dei sistemi e dei processi mentali in terza persona, mentre Gallese adotti un approccio in seconda persona. Ha auspicato l’acquisizione di un background filosofico per un miglior confronto tra diversi approcci neuropsicoanalitici. Da entrambi gli interventi emerge il modello consolidato di un bambino che nasce con una spiccata predisposizione sociale intersoggettiva, richiamando Winnicott e l’idea della “madre ambiente” come archetipo di un sistema aperto fin dall’inizio.
Giuseppe Moccia ha sottolineato la necessità di fare chiarezza sui modelli psicoanalitici adottati e sulla terminologia, ripercorrendo le diverse definizioni di rappresentazioni e affetti date da Freud nel corso degli anni. Moccia concorda con Green sulla difficoltà di utilizzare il pensiero di Freud in merito, data la diversa concezione dell’affetto nel tempo: dall’affetto come scarica, all’affetto come espressione di conflitti, fino al concetto di angoscia segnale. Quest’ultimo, secondo Moccia, è il più utile e affine al modo attuale di intendere le emozioni, portatrici di necessità e bisogni, di consonanza intenzionale, di rispecchiamento e di identificazione proiettiva.
Per quanto riguarda la funzione centrale della diade madre-bambino, approfonditamente studiata da psicoanalisti come Hartmann, Bion, Winnicott e Tronick, Moccia individua nel sistema emotivo della ricerca (SEEKING), inizialmente non orientato a un oggetto specifico, il motore primario della relazionalità originaria.
Questo, a livello neuroanatomico, è un impulso innato e automatico, orientato alla ricerca di cure, contatto e di una connessione primaria che integri e completi la relazione materna.
Secondo Tronick, la diade madre-bambino e la sua evoluzione costruiscono una vera e propria struttura affettiva sulla quale si edifica il Sé.
Moccia ha sollevato dubbi sul concetto di omeostasi nella teoria di Solms, chiedendosi perché il Nirvana, inteso come stato di equilibrio, corrisponda all’assenza di emozioni. Ha suggerito che il piacere vada considerato come un elemento distinto che partecipa alle intricate dinamiche dello sviluppo dell’individualità, dell’acquisizione di consapevolezza e della trasformazione in analisi. Ha concluso il suo intervento con alcune questioni riguardanti il riconsolidamento secondo Solms, la nozione di predizioni e energia libera e la memoria non dichiarativa, affine all’inconscio freudiano di “Ricordare, Ripetere, Rielaborare”.
Verso un’Integrazione delle Prospettive
Nonostante le numerose domande, il tempo ha permesso di rispondere solo a poche. Gallese ha affermato che il digitale permette, con variazioni, il fenomeno della simulazione incarnata e che la comunicazione verbale ha radici ed effetti corporei (emozionali, motori) se risuona con qualcosa di significativo.
Solms ha precisato che entrambi, sia lui che Gallese, concordano sull’importanza fondamentale del corpo vissuto nell’esperienza umana e nelle sue espressioni sia a livello fisiologico che psicopatologico.
Piuttosto, assegnano un’enfasi diversa alle strutture che danno origine al Sé, da quello basilare a quello più evoluto, il quale, naturalmente, deve necessariamente includere il ruolo essenziale della corteccia. Si tratta di prospettive che si completano e possono essere integrate, nonostante la differente enfasi sulle strutture coinvolte.
Oltre il Dibattito: L’Inconscio come Ponte tra Mente e Corpo
Il dibattito tra Solms e Gallese, pur nelle loro divergenze, ci offre una prospettiva preziosa sull’inconscio come un’entità complessa e sfaccettata, radicata sia nelle strutture cerebrali più antiche che nelle funzioni corticali superiori. Questo confronto stimola una riflessione profonda sulla natura della coscienza, dell’esperienza emotiva e della soggettività, aprendo nuove strade per la ricerca e la pratica clinica.
Amici, spero che questo articolo vi abbia offerto spunti interessanti. Vorrei condividere con voi una nozione base di psicologia cognitiva: l’inconscio non è un magazzino di ricordi rimossi, ma un insieme di processi automatici e impliciti che influenzano il nostro comportamento e le nostre emozioni senza che ne siamo consapevoli. Questi processi sono fondamentali per la nostra capacità di adattamento e di interazione con il mondo.
E ora, una nozione più avanzata: la teoria della mente embodied, che sottolinea come la nostra cognizione sia profondamente radicata nel corpo e nell’esperienza sensoriale. Questa teoria ci aiuta a comprendere come le nostre emozioni e i nostri pensieri siano influenzati dalle nostre sensazioni fisiche e dalle nostre interazioni con l’ambiente. Riflettete su come le vostre esperienze corporee influenzano il vostro modo di pensare e di sentire. Potreste scoprire aspetti sorprendenti di voi stessi!